venerdì 11 febbraio 2011

Voi, ragazzi

"Voi ragazzi, voi... O fate una rivoluzione o ve ne andate da questo paese, non avete altro scampo..."
Beppe Grillo intervistato da Annozero del 10 febbraio 2011

Analizzando quest'affermazione di Beppe Grillo, vi inviterei a riflettere sulla sua veridicità. Secondo voi è vero o no? E' vero che non c'è alternativa e che la situazione è così disastrosa? Forse Grillo è un po' duro, un po' brusco ma almeno lui dice qualcosa, dice forse quello che molti non hanno il coraggio di ammettere, e cioè che così non si può andare avanti, non ce la facciamo più...
Ovviamente parlo della gente onesta, che paga le tasse, che ha la coscienza a posto e che non ce la fa più a vedere questo bordello (in tutti i sensi) politicomediaticochesputtanailpaese. Escludiamo dal discorso coloro che hanno un qualunque interesse a mantenere questo regime berlusconiano. Perché non c'è alcun dubbio che facendo cadere il cavaliere, con lui cadrebbero in molti, e non mi riferisco soltanto ai ministri, ai membri di partito o ai fedelissimi ma anche a quella parte della popolazione che giova del suo modo di fare politica. Qualcuno potrebbe chiedere: e cos'è che dovrebbe far comodo a molti della politica di Berlusconi? Beh, prima di tutto la depenalizzazione dei reati fiscali. Oggi come oggi se un delinquente volesse commettere un qualsiasi reato fiscale, da falso in bilancio ed evasione fiscale a raggiri di milioni di euro basta che venga in Italia... Nel 2009 Bernard Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere per truffa nei confronti degli investitori (circa 50 miliardi di dollari di danno) nello scandalo economico che ha dato inizio a questa crisi economica che sembra non finire più. Secondo voi cosa sarebbe successo in Italia? Ammesso che il processo fosse arrivato fino alla sentenza e non fosse andato in prescrizione...? Le leggi su misura hanno provocato non solo la depenalizzazione dei reati fiscali, ma anche di altri tipi di reato, basta guardare cosa è successo dopo l'indulto - insieme a quella manciata di amici che sono riusciti ad evitare la galera ci sono stati "restituiti" anche molti delinquenti accusati di reati gravi.
Quello che più fa paura è che se provi a spiegare questi concetti, queste verità agli elettori di Berlusconi (quei pochi che ammettono che lo hanno votato...) non ne vogliono sapere!! Anche portando argomenti
validi, prove, testimonianze, sentenze e quant'altro continuano a sostenere la tesi del complotto. Siamo sicuri che non è stato fatto qualche rito voodoo affinché la gente non perdesse la "fede" berlusconiana?

Umberto Eco, parlando al Palasharp di Milano, diceva che fino a un po' di tempo fa andava all'estero e la gente gli faceva i sorrisini e le battute sui comportamenti di Berlusconi, mentre adesso gli chiedono: "Ma
voi, perché non fate niente?"

martedì 8 febbraio 2011

Citazioni

Era da tanto che volevo fare una cosa del genere. Cioè creare una raccolta di citazioni tratte dai libri che ho letto. Ovviamente molte non me le ricordo più, uno se le deve scrivere subito da qualche parte, se no le dimentica… Comunque inizierò da qui e completerò col tempo la “collezione”.

Ovviamente siete liberi di partecipare, se c’è qualcuno che ha qualcosa da aggiungere che si faccia avanti… Possono essere citazioni che fanno ridere, che fanno riflettere, che esprimono concetti che potrebbero servire a tutti o semplicemente cose che a voi piacciono a prescindere dal significato, magari perché risvegliano in voi un ricordo, un sentimento o altro…


"Non potevo fare a meno di pensare. Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me. oh. sì sì sì."
Charles Bukowski – Post Office


“I figli non conoscono la vita dei loro genitori. Quando sono giovani, non ci pensano perché il mondo è cominciato con loro. I loro genitori non hanno storia e hanno la brutta abitudine di parlare ai figli soltanto del futuro, mai del passato. E’ un grave errore. Non parlare del passato li rende simili a dei buchi spalancati.”
Jean Michel Guenassia – Il club degli incorreggibili ottimisti

“Lo scandalo non è lo sfruttamento, è la nostra stupidità. Le costrizioni  che c’imponiamo per avere il superfluo e l’inutile. Il giorno della grande separazione, chi ha avuto ragione non è stato il fesso che è sceso dall’albero per diventare sapiens, è stata la scimmia che ha continuato a raccogliere i frutti grattandosi la pancia. Gli uomini non hanno capito niente dell’Evoluzione. Chi lavora è il re dei coglioni.”
Jean Michel Guenassia – Il club degli incorreggibili ottimisti

“Nei paesi ricchi il consumo consiste in persone che spendono soldi che non hanno, per comprare beni che non vogliono, per impressionare persone che non ci amano”.
Joachim Spangenberg

“Eat shit. One billion flies can’t be wrong” che tradotto in italiano significa:
 “Mangia merda. Un miliardo di mosche non possono sbagliarsi”
Scritta sul muro di un’università americana, 1968

"Un uomo sano di mente è soltanto uno che sa mentire meglio di un pazzo"
Gregory David Roberts - Shantaram


“Un uomo demotivato sarà infelice dovunque, salvo per l’istante della novità. Se si prova il bisogno di fuggire, beh, la cattiva notizia è che dobbiamo restare lì e lavorare fino a essere in equilibrio lì, cioè fino a invertire la rotta del nostro mondo senza mutare il mondo intorno a noi.

Simone Perotti – Adesso basta
 

venerdì 28 gennaio 2011

"Politica" oppure "Quale politica?"

Ho un nuovo eroe.
E non è Spiderman, Batman, Zorro o i Gormiti.
E neanche Il Dalai Lama, Obama o Madre Teresa di Calcutta.
E neanche Totti, Del Piero o Nelson Mandela.

E’ Michele Santoro!

 

Era già tra i miei giornalisti preferiti, ma dopo la puntata di ieri sera di Anno Zero, è diventato il mio idolo. Perché è l’unico che mi induce un po’ di fiducia nel futuro e in quello che potrebbe essere l’Italia se fosse nelle mani giuste.

Vi racconto quello che è successo ieri sera, se per caso non l’aveste già letto o sentito in televisione. Masi, il direttore della Rai ha fatto un intervento “alla Berlusconi” via telefono cercando di dissociarsi dalla trasmissione Anno Zero e dal suo conduttore. Il problema è che ha accusato Santoro di essere a capo di una trasmissione che viola le regole sulle rappresentazioni giudiziarie in tv. Masi non ha calcolato però che Santoro non è uno che si fa pestare i piedi o che fa passare gli insulti e le minacce senza reagire. Se vi interessa, questo è il video dell’intervento:



Peccato che Santoro non sia un politico… Potrei gridare “Santoro for president!” così come molti gridarono “Grillo for president!” ma tanto lo sappiamo che non succederà mai (anche se nel profondo del mio essere continuerò a sperare di essermi sbagliato…)
Il problema è che in Italia non c’è (siete tutti liberi di contraddirmi…) una figura politica che abbia la stessa forza, la stessa grinta che ha Santoro nella televisione, Travaglio nell’editoria o Grillo nei suo modo di affrontare i problemi e nel suo modo di pensare. Chi potrebbe prendere il posto di Berlusconi? Ieri sera Rosy Bindi, alla domanda che le avevano posto quasi tutti i presenti: “Visto che Berlusconi molto probabilmente cadrà, chi sarà il vostro candidato?” non ha saputo rispondere!! Blaterava e parlava di programmi, coalizione e problemi veri del paese ma senza dire chi potrebbe essere l’Obama italiano, colui che ci potrebbe risollevare dalla… melma. Si accettano proposte. Intanto provo a farmi un’idea da solo…

Bersani? No, non credo… Non ha la determinazione necessaria per guidare questo paese. E’ sempre indeciso, quando parla ha sempre paura di pestare i piedi a qualcuno… E’ uno di quelli che cerca sempre di parlare senza dar fastidio a nessuno, ultimamente qualche cosa la dice su Berlusconi e sul fatto che dovrebbe andarsene, ma non ho mai visto in lui la forza che ci vuole in un leader dell’opposizione…

Per rimanere in casa PD, la Bindi? Non lo so, potrebbe essere… Che sia lei la Merkel italiana? Certo, sa difendersi ed attaccare molto più di Bersani, ma ha quel qualcosa in più per potercela fare? E, soprattutto, il suo partito la proporrebbe mai come candidata?

Nichi Vendola forse sarebbe un’alternativa valida. Vi immaginate se vincesse? Altro che Obama, la notizia farebbe il giro del mondo in 80… secondi. Lui si propone come leader e si è reso disponibile a ricoprire il ruolo del candidato ma purtroppo in Italia molti sono ancora omofobi. Ho visto gente intervistata in tv che dice che Vendola non potrà mai capire cosa vuol dire una famiglia - a tutti quelli che la pensano così dirò di prendere allora come esempio Silvio Berlusconi, lui si che di famiglia ne capisce...

Una notizia bomba: Veltroni è risuscitato! Ma dove era finito in tutto questo tempo? Magicamente, sente aria di elezioni e voilà! presente a fare campagna elettorale… Ma per favore… direi che una volta basta e avanza.

Che sia Antonio Di Pietro il nostro uomo? Potrebbe, peccato che gli altri lo guardino con un po’ di diffidenza. Nessuno vuole fare alleanze con lui… Tutti sono un po’ sul chi va la, forse perché non riescono a prevedere un’eventuale reazione da parte del proprio elettorato ad una coalizione con “Tonino” e il suo partito.

Chi altri? Direi basta, gli altri sono troppo vecchi e con troppi anni di politica alle spalle, troppo “furbi” per poter costituire un’alternativa valida… Ci vuole gente giovane e piena di iniziative, di energia da dedicare alla politica e non di gente anziana che pensa solo a soddisfare i propri bisogni… sessuali.

Mmmm… ho parlato di politica e possibili candidati dimenticando che io non posso neanche votare… vabbè, pazienza! spero che le mie considerazioni potranno essere d’aiuto a qualcun altro…

domenica 16 gennaio 2011

Due libri


Ho appena finito di leggere un libro. Ma non è questa la cosa interessante… Quello che mi stupisce è che sono riuscito a trovare due libri fantastici uno dopo l’altro. Di solito ci vogliono un po’ di libri (e di soldi) per trovare un’opera interessante – non è successo questa volta, sono riuscito a fare la doppietta.


Shantaram.jpgIl primo libro di cui vi voglio parlare è Shantaram di Gregory David Roberts. Trovato su uno scafale della Fnac mentre mi dirigevo verso la cassa, non pensavo che mi avrebbe coinvolto così tanto, dalla trama sembrava una storia poco probabile e un po’ troppo rocambolesca… Invece mi è piaciuto così tanto che penso che avrà sempre un posto nel mio cuore e sarà uno dei pochi libri che rileggerò con molto piacere (di solito non leggo due volte lo stesso libro, penso che ci sia così tanto da imparare, da scoprire che mi sembra di perdere tempo…). Prima di tutto bisogna precisare che è basato su una storia vera, l’autore ha davvero vissuto molte delle cose che vengono narrate. Si tratta della vita di questo signore australiano che arriva in India e che sta scappando. Lindsay (o Lin o Linbaba come verrà chiamato dai suoi amici indiani) arriva ad essere un fuggiasco in seguito a varie rapine a mano armata che compie da eroinomane, dopo essersi lasciato con la moglie e dopo aver perso la custodia della figlia. Viene condannato a 19 anni di reclusione nel 1978. Dopo neanche due anni evade in pieno giorno e diventa quello che sarebbe stato per molti anni in seguito: un fantasma, un personaggio misterioso, pieno di rimorsi, timori, sensi di colpa ma anche voglia di vivere, voglia di scoprire se si può scappare da se stessi e dai crimini commessi. La sua fuga lo porta in India dove conoscerà Prabaker, l’uomo col sorriso più grande del mondo e Karla, bellissima ed affascinante donna svizzero-americana di cui si innamora. I suoi sensi di colpa ed il suo carattere generoso lo portano ad aprire una piccola clinica in uno dei tanti slum (baraccopoli) dove va addirittura a vivere per 2 anni. Shantaram (che tradotto in marathi significa “l’uomo della pace di Dio”) è il nome datogli dal padre di Prabaker che Lin conosce nel villaggio del suo amico. La storia continua poi tra mille avventure, un improbabile incursione bellica in Afghanistan accanto al suo mentore/guru/padre spirituale Abdel Khader Khan, un’amore spezzato, un altro condiviso solo in parte. E’ un libro pieno di cose bellissime come descrizioni di paesaggi mozzafiato, di belle persone, di fatti memorabili e di insegnamenti di vita. Non mancano però le immagini sconcertanti di un’India piena di contrasti: la povertà, l’avarizia, la mafia, la corruzione – il libro contiene anche una parte dove vengono descritti gli orrori della guerra, la tragedia del tunnel della tossicodipendenza che avvolge Lin per tutta la durata della sua fuga (un fardello di cui riesce a liberarsi). Non voglio svelare niente di più sulla trama perché io stesso sono uno al quale non piace sapere in anticipo cosa succederà (molte volte non guardo neanche i trailer dei film per questo motivo…). Vi posso dire però cosa succede nella realtà dopo questa permanenza in India di Lin: Gregory David diventa titolare di un’agenzia di casting a Bollywood (l’equivalente indiano di Hollywood), si stabilisce in Germania dove fonda una rock-band e riesce ad avere anche un contratto discografico, viene scoperto ed inseguito dall’Interpol, fugge in Italia e Svizzera e successivamente torna in India, fa l’attore e crea un’agenzia di viaggi, fa il corriere di passaporti falsi per la mafia di Bombay, si stacca da questa e inizia a traportare droga verso l’Europa per conto proprio. Nel 1990 viene arrestato a Francoforte e passa quasi 2 anni in un carcere insieme a dei terroristi, impara a leggere e a scrivere in tedesco, viene estradato in Australia nel 1991 dove passa 2 anni in isolamento e 4 anni nel carcere comune, esce nel 1997 e finisce di scontare la libertà condizionata nel 2002. Nel 2003 esce il suo libro che diventerà un best-seller mondiale. Ora sta lavorando alla continuazione del romanzo e sta scrivendo la sceneggiatura per quello che molto probabilmente diventerà un film (i diritti sono stati acquistati da Johnny Depp e la Warner Brothers).


th250x250_Il club degli incorreggibili ottimisti.jpgL’altro libro del quale vi volevo parlare e che ho finito ieri sera si chiama ll club degli incorreggibili ottimisti di Jean Michel Guenassia.
Segue la vita di un ragazzino/ragazzo/adolescente/uomo per un arco di tempo di 5 anni. Perché è bello? Perché è pieno di storie affascinanti viste attraverso gli occhi del protagonista Michel Marini, il tutto ambientato nella Parigi del 1959: la seconda guerra mondiale è ancora nella memoria di tutti (a parte forse la generazione del nostro eroe Michel, nato nel 1948) e la Francia sta cercando di risolvere i suoi problemi con l’Algeria. Il ragazzo viene accettato in una specie di club che si era formato nella retrobottega di un bistrò di Parigi, il club appunto degli incorreggibili ottimisti. Formato da persone di un alto livello culturale (medici, attori, scrittori ecc.) che per cause politiche erano state costrette ad abbandonare la loro famiglia ed il loro paese e a rifugiarsi in Francia. La storia segue l’adolescenza di Michel con tutti i suoi problemi, dubbi, preoccupazioni, amori, passioni ed amicizie. Non lasciatevi ingannare però: non è solo la storia di un ragazzino ma molto di più – è la descrizione di un epoca, è la storia di una famiglia e di come le cose possono andare male se non si prendono le decisioni giuste. I membri del club poi sono persone molto interessante, arrivano soprattutto dall’Europa dell’est (Russia - anzi URSS, Ungheria, Polonia, Romania) e sono dovute scapare in fretta e furia dal loro paese a causa del comunismo e delle sue conseguenze che per molti sono state fatali. Le storie che questi raccontano sono molto affascinante, raccontano un’epoca che secondo me tutti dovrebbero conoscere, così magari riusciremo ad evitare che simili orrori capitino di nuovo nel vecchio continente (purtroppo altrove continua la storia…).

Vado. Alla ricerca di un altro libro. O forse un film. Vedremo.

lunedì 27 dicembre 2010

Kak ya provyol etim letom


Kak ya provyol etim letom (How I Ended This Summer) , di
Aleksei Popogrebsky, Russia 2010



Ho guardato questo film russo incuriosito dal titolo: Come ho finito l’estate scorsa. Non so perché mi è venuto in mente I know what you did last summer (So cosa hai fatto) e pensavo che fosse un horror simile o forse la continuazione. Niente di più sbagliato… Il film non è un horror ma è una pellicola drammatica che testimonia  la discesa nella follia del personaggio principale.


Siamo in una stazione artica russa popolata solo da due essere umani, uno dei quali (Pavel) è uno studente che passa l’estate a fare un po’ di pratica in questa stazione meteorologica (e non solo meteorologica visto che facevano anche esperimenti con materiali radioattivi). Tutto parte dalla notizia che riceve Pavel ma che riguarda il suo capo/collega Sergei: la moglie ed i figli di quest’ultimo muoiono in un tragico incidente d’auto. Pavel però decide di non dire niente al suo amico, probabilmente guidato da un (errato) sentimento di protezione verso di lui. Errato perché tutti abbiamo diritto di sapere quello che succede ai nostri cari ed il fatto che sia un evento tragico non giustifica nessuno a nascondere una cosa del genere. Ovviamente Sergei reagisce male e poi… vi lascio il piacere di scoprire cosa succede. Guardate il film, io non me ne sono pentito… 


E’ uno di quei film che ti rende impaziente,  vuoi sempre sapere quello che succederà dopo. 


In certi punti è un po’ lento ma se vi piace la natura  la bellezza del paesaggio vi farà passare ogni dubbio…





Buona visione

sabato 25 dicembre 2010

Pesco perché...



" Pesco perché mi piace pescare; perché amo i luoghi – sempre splendidi – dove vivono le trote e perché odio i luoghi – invariabilmente laidi – dove vive la gente. Pesco per tutte le pubblicità televisive, i cocktails e tutte le altre fesserie alle quali questa attività mi permette di sfuggire. Pesco perché in un mondo in cui la maggior parte della gente sembra in gran parte passare la propria vita a fare delle cose che detesta, la pesca è per me un’inesauribile fonte di gioia e un piccolo atto di ribellione; pesco perché le trote non mentono né ingannano e non si lasciano comprare né corrompere da una qualsiasi dimostrazione di potere: le trote le si conquista a forza di calma, di umiltà e di infinita pazienza; pesco perché ho l’idea che gli uomini facciano soltanto un passaggio su questa terra e non vorrei sprecare il mio; perché, Dio sia lodato, non ci sono telefoni sulle rive dei torrenti da trote; pesco perché soltanto nei boschi posso gustare la solitudine senza sentirmi isolato; perché il bourbon è sempre migliore quando lo si beve in un vecchio bicchiere di metallo, da qualche parte laggiù; perché può essere che un giorno acchiapperò una sirena; e, infine, pesco non perché io consideri la pesca come un qualche cosa di così terribilmente importante, ma proprio perché io considero la maggior parte delle altre preoccupazioni degli uomini come altrettanto vane – ma raramente così piacevoli. "

John D. Voelker (Robert Traver)

Testament d’un pêcheur à la mouche

Gallmeister, Paris 2007 (tit.orig. Trout Magic, The Lyons Press, New York 1992).


Ho trovato per sbaglio questa meravigliosa citazione sul sito cooker.net, e devo dire che mi identifico totalmente in quello che dice l’autore. Eccetto la parte del bourbon bevuto in un vecchio bicchiere di metallo, ma non perché non mi piacerebbe ma semplicemente perché non ho avuto ancora l’occasione di farlo… Forse in questo Antonio potrebbe darmi una mano nell’ ”iniziazione”…

Per me la pesca è appunto un modo per evadere dalla quotidianità, un occasione per trovare (o ritrovare) un mondo tutto mio, popolato solo di acqua, vento, paesaggi di una bellezza mozzafiato e… silenzio. Si, il buon vecchio silenzio che al giorno d’oggi non è facile trovare. Dopo aver battuto in lungo ed in largo le Valli di Lanzo (che è la regione montuosa per me più accessibile) in tutte le stagioni e con tutti i tipi di intemperie, dopo aver visto la luna piena in una notte d’estate oppure la neve che fa da coperta al paesaggio invernale, ebbene dopo aver visto tutto ciò, mi chiedo com’è possibile che tanta gente non passi neanche una giornata in mezzo alla natura o non abbia neanche la voglia di evadere in questo modo da tutte le preoccupazioni e gli obblighi che ognuno uno di noi deve affrontare giornalmente…

Molti dei miei amici/parenti non capiscono (o fanno fatica a capire) come mai una persona sceglie di passare un’intera giornata sulla riva di un fiume… Per me invece sarebbe impensabile non farlo. Molte volte ritorno a casa senza aver pescato neanche una trota, ma contento di essere uscito e di aver respirato un po’ di quell’aria “magica” della montagna. Qualche volta mi è capitato anche di fare uno strappo alla regola e di andare in qualche riserva a pagamento, ma SOLO dopo una lunga serie di “cappotti” (termine tecnico che identifica la mancanza di abboccate/catture durante la  giornata di pesca…) e SOLO per non dimenticare l’emozione di una bella abboccata…

Per farvi capire quanto ami la pesca, vi posso dire che mentre la mattina faccio fatica ad alzarmi per andare al lavoro, sono capace di alzarmi alle 3 (mi è capitato anche di non dormire affatto…) per andare a pescare. Spesso mi capita di dover aspettare il sorgere del sole per poter iniziare…  

Per dare un po’ di vita a quello che vi ho appena svelato, vi propongo qualche foto di posti che amo frequentare – vogliate scusare la qualità di alcune immagini, ma non ho sempre la macchina fotografica dietro, spesso mi devo accontentare del cellulare…

Pesca invernale sul Po, non proprio montagna ma sempre moolto rilassante

Lago di Malciaussia - non solo fiumi ma anche laghi

Stura

Stura again

Malciaussia again...

E' arrivato il momento di andare a casa, le nuvole non promettono nulla di buono